5 domande da fare ad un consulente SEO prima di assumerlo

Si parla tanto della figura professionale del consulente SEO, fino a poco fa completamente sconosciuta e ora vista come un faro nel mare in burrasca. Il netto cambiamento nella considerazione del SEO è dovuto alla maggiore consapevolezza che hanno oggi le persone riguardo l’importanza della visibilità del proprio sito web sui motori di ricerca. Per essere primi su Google c’è bisogno di un esperto che sappia come impostare le giuste strategie e generare traffico organico e di qualità da cui generare conversioni.

Consulente SEO

Consulente SEO

Sono necessarie quindi competenze specifiche, non ci si improvvisa SEO. Ecco perché, se vi trovate a dover ingaggiare un consulente SEO per il vostro sito, ricordate di porgli prima le seguenti 5 domande per capire se è il professionista giusto per voi.

1. Posso avere una lista di clienti, anche passati?

Un consulente professionale non dovrebbe avere alcun problema a mostrare una lista dei clienti con cui sta collaborando, permettendo quindi anche un controllo in tempo reale dell’andamento del proprio lavoro, specie se con clienti locali. Un consulente SEO di Milano, ad esempio, avrà sicuramente tra i clienti attività locali e facilmente individuabili. Non è tenuto a consegnare i dati relativi alle campagne e alle conversioni, ma può descrivere il modo in cui la campagna adottata sta impattando sui risultati.

2. Come migliorerai il mio posizionamento sui motori di ricerca?

Se la risposta è evasiva è già sufficiente a scartare il consulente; le strategie vanno spiegate nel dettaglio, anche studiate insieme, per capire i costi e le tempistiche. Inoltre, nell’elenco delle azioni da intraprendere deve essere inclusa anche la revisione tecnica del sito, così da scongiurare eventuali problemi che possono compromettere il posizionamento, come ad esempio i broken link o le pagine di errore.

3. Mi puoi garantire di portare il mio sito in prima posizione su Google?

Se la risposta è SI, meglio alzare i tacchi e correre via. Certamente l’obiettivo è di portare il sito più in alto possibile, anche al top, ma bisogna prima iniziare a lavorare, valutare il budget, il mercato, la concorrenza e solo dopo aver avviato una strategia SEO organica è possibile capire quanto in alto si può arrivare. Per cui ci vuole ottimismo, ma abbinato ad una dose di cautela.

4. Hai esperienza nel migliore i risultati della ricerca locale?

Se il sito è ottimizzato per la ricerca locale, dovrebbe comparire nei risultati quando un utente digita le parole chiave rilevanti per un’attività. Al fine di raggiungere questo obiettivo, lo specialista SEO dovrebbe aggiungere la città in cui si trova l’attività ai title tag e alle meta description del sito, che va poi inserito nelle liste dei business locali sui motori di ricerca.

Deve quindi nominare Google My Business, il servizio che permette di far comparire il sito sulle mappe Google per le ricerche locali. Immaginiamo un consulente SEO di Milano che ha come cliente un ristorante: se non propone l’inserimento dell’attività su Google My Business, questo non comparirà sulle mappe quando un utente, seppur nelle vicinanze, effettua una ricerca mirata per i ristoranti. Altamente penalizzante.

5. Come valuti il successo della tua campagna SEO?

Un consulente SEO dovrebbe avere a disposizione strumenti come Google Analytics che permettono di monitorare la quantità di traffico verso il sito e la sua provenienza, eventuali miglioramenti nel posizionamento sui motori di ricerca, il numero di link da altri siti che portano traffico sul vostro o il tipo di parole chiave utilizzate dagli utenti per trovare il sito, per citare alcune funzioni.

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