Xenobot
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Xenobot: Robot viventi e autorigeneranti

Che cosa sono i Xenobot? Non si tratta di un robot o di androidi, si tratta di esseri viventi programmabili e controllabili dall’intelligenza artificiale. Dei ricercatori statunitensi hanno utilizzato un complesso algoritmo di intelligenza artificiale (IA) di tipo evolutiva ed hanno affermato di aver progettato una vera forma di vita completamente nuova.

Xenobot
Xenobot

Dei ricercatori sono riusciti a realizzare i Xenabot partendo dalle cellule di una rana africana. I Xenobot sono sostanzialmente dei microscopici robot viventi progettati utilizzando l’intelligenza artificiale. Attualmente, questi nanobot sono molto limitati nelle funzioni, ma possono essere migliorati per eseguire lavori molto più complessi.

Vediamo in questo articolo nello specifico che cosa sono i Xenobot e che cosa ci possono riservare per il futuro.

Che cosa sono i Xenobot

I Xenobot sono “robot viventi” che in futuro potranno essere molto utili per cercare composti nocivi o contaminazioni radioattive, raccogliere microplastiche negli oceani e viaggiare nelle arterie del corpo umano in campo medico. Per questi nanobot è stata utilizzata l’intelligenza artificiale per progettare questa nuova forma di vita che è stata successivamente assemblata da un team di microbiologi. Secondo gli inventori e i ricercatori, si tratta dei primi organismi al mondo progettati da un intelligenza artificiale.

Secondo Leonardo Morsut, un professore specializzato in biologia delle cellule staminali e medicina rigenerativa presso l’Università della California meridionale, l’aspetto veramente nuovo di questa ricerca è che chiude il ciclo tra un algoritmo evolutivo utilizzando cellule viventi. Per il software, i ricercatori hanno utilizzato una combinazione di VoxCAD e Python per sviluppare progetti ottimali per i nanorobot.

Il codice della IA è open source e il team di sviluppo ha reso disponibili anche tutte le informazioni di base su come l’esperimento è stato implementato. Attualmente, il team di ricerca non ha in programma di commercializzare i propri nanorobot. Sebbene siano un risultato notevole nella vita robotica progettata dall’intelligenza artificiale, gli Xenobot sono ancora lontani dal rivaleggiare con le forme di vita più semplici che si trovano in natura.

Gli animali hanno miliardi di cellule organizzate in modi molto specifici, gli Xenobot invece, sono ancora molto limitati nelle loro funzioni. Le forme di vita complesse hanno spesso un’ampia gamma di tipi di cellule che si coordinano per creare un’organizzazione a livello di sistema. Ad esempio, la formazione di sistemi nervosi e circolatori. Bisogna capire quali algoritmi saranno in grado di generare e costruire tali sottosistemi.

Rana Africana Xenopus laevis
Xenopus laevis

Gli scienziati sono riusciti quindi a creare i primi robot viventi ma anche “autorigeneranti” al mondo che utilizzando le cellule staminali di rane africane, gli Xenopus laevis. Nanobot delle dimensioni di meno di un millimetro, così piccole da poter viaggiare all’interno di un corpo umano. Anche se si tratta di esseri viventi artificiali, possono sopravvivere per intere settimane all’interno di un corpo umano senza cibo.

Test sui Xenabot

I Xenobot sono stati ovviamente testati e sono ancora in fase di test e di ricerche scientifiche. Sono in grado di muoversi nel loro ambiente per giorni, a volte, anche settimane, a seconda di quanta energia era disponibile nelle loro cellule senza alcun bisogno dell’aggiunta di ulteriori nutrienti. È importante sottolineare che questi robot sono in grado di muoversi solo in un’unica direzione e persino di spingere dei piccoli materiali verso una posizione.

In un test per vedere cosa sarebbe successo quando uno Xenobot fosse stato tagliato quasi completamente a metà, il nanobot si è ricucito automaticamente ed è stato in grado di tornare alle sue mansioni. Questo tipo di comportamento è spontaneo, un tipo di comportamento che non ci si può assolutamente aspettare da macchine costruite con materiali artificiali. Gli esempi di applicazioni dei Xenobot sono praticamente infiniti.

Etica dell’uso dei Xenobot

Per quanto riguarda l’etica dell’uso dell’intelligenza artificiale, bisogna tenere in considerazione che si tratta di robot multicellulare ma non hanno nessun sistema nervoso, nessun sistema di riproduzione, nessuna manutenzione cellulare o sistema di approvvigionamento alimentare. Non c’è da meravigliarsi che gli Xenobot possano sollevare una serie di dubbi etici. Forse, un giorno, l’uomo potrà trarre beneficio dall’aiuto da forme di vita artificiale.

Fino ad allora, creare la vita in maniera artificiale è un idea che non si sa in futuro in quale direzione andrà. Sono stati condotti degli studi sulle implicazioni etiche di queste tecnologie e in alcuni risultati, non si può nascondere che le cose possano finire male. In questi risultati però, ci sono anche buone conclusioni ma non bisogna comunque sottovalutare gli eventuali rischi.

In questi studi non si tiene solo in considerazione l’etica che riguarda il creare una nuova forma di vita con tutto quello che ne concerne, ma anche che possa diventare una tecnologia che può finire nelle mani sbagliate. Gli Xenobot ad esempio, possono essere utilizzati per scopi militari come armi biologiche. Nel corpo, potrebbero fare danni molto seri invece che aiutare.

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