Migliori carte fintech

Una delle novità degli ultimi anni in fatto di conti correnti e metodi di pagamento sono le carte fintech, le quali si sono sempre più moltiplicate nel tempo. Nel nostro articolo faremo un viaggio all’interno di questa categoria, scoprendo quali sono le migliori carte fintech. Per farlo, ci siamo affidati a questa guida sulle migliori carte prepagate de Il Conto Online.

Migliori carte fintech
Migliori carte fintech

Le migliori carte fintech

Ecco quali sono le migliori carte fintech:

  • Hype: inizialmente è nata come una carta ricaricabile innovativa, ma si è ben presto trasformata in un vero e proprio conto corrente digitale, attraverso il quale si possono effettuare anche i pagamenti classici come un bancomat. Ci sono due opzioni: il conto Hype Start, che è gratuito e quindi limitato nel numero di operazioni, ma che si adatta alla perfezione a chi non necessita che di un semplice conto corrente e un metodo di pagamento elettronico. La seconda opzione è la formula Hype Next, la quale prevede un costo mensile di 2,90 euro ma che offre il massimo, ovvero tutto quello che si può avere con un normale conto corrente bancario full optional.
  • N26: si tratta di una delle prime soluzioni comparse sul nostro territorio che permettesse con la sola carta di avere a disposizione tutto quello che possiede un conto corrente bancario classico. Il piano gratuito che permette un utilizzo piuttosto flessibile, ha fatto si che N26 conquistasse milioni di utenti in tutta Europa in pochissimo tempo. È un vero e proprio conto corrente bancario, in quanto alla carta è associato un IBAN italiano, e come metodo di pagamento una carta di debito internazionale. Si può accedere a quattro tipi di conto diversi, i quali si differenziano per la quantità e la qualità dei servizi aggiuntivi di cui si necessita. Ecco quali sono:
    • Standard: in questo caso non è previsto il pagamento del canone.
    • Smart: il costo mensile è di € 4,50.
    • You: il costo mensile è di € 9,90.
    • Metal: il costo mensile è di € 16,90 e permette l’accesso a tutti i servizi ed operazioni.
  • Tinaba: siamo di fronte ad un’opzione molto interessante, la quale va ad unire in un’unica soluzione due mondi molto utilizzati dall’utenza finale, ovvero quello del conto corrente bancario classico e quello della carta prepagata di Nexi. Il tutto a costo zero. Una delle cose importanti e innovative di questa carta è che si possono creare casse condivise con altri utenti che hanno questa carta. Questo permette anche di potersi scambiare in tempo reale e senza commissioni somme di denaro.
  • Oval Pay: siamo di fronte ad un conto digitale che si accompagna ad una carta prepagata gratuita, l quale viene emessa dalla fintech italo-britannica Oval Money Ltd, che per la sua realizzazione ha collaborato con Intesa Sanpaolo. Una volta aperto il conto, per ricaricare la carta esistono diverse modalità, per la precisione tre:
    • Tramite versamento in contanti da fare presso qualsiasi tabaccheria abilitata.
    • Tramite un semplice bonifico bancario da qualsiasi altro conto corrente.
    • Tramite accredito diretto dello stipendio, con le stesse modalità di un normale conto corrente bancario.
  • Travel Card di Bunq: in questo caso siamo di fronte ad una carta fintech che è a tutti gli effetti una carta di credito ricaricabile. La sua caratteristica interessante è che, sebben e i POS la rilevano come una carta di credito, funziona invece come carta prepagata. Dunque, per poter essere utilizzata, devono essere presenti fondi al suo interno. E’ dunque una versione molto interessante di una carta di credito classica, la quale permette pagamenti rapidi e veloci, potendo contare su operazioni gratuite e senza dover sostenere il canone mensile che è invece presente sulle carte di credito.

Conclusioni

In conclusione, la modernità ha portato a presentare le carte fintech come sostituti ufficiali, e spesso migliorati, dei classici conti correnti. Sono sempre di più le persone che si affidano a questo tipo di strumento per le proprie operazioni, andando quindi a lasciare i vecchi sistemi di deposito.

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