Lockdown e Coronavirus fanno riscoprire le stampanti casalinghe

Sembravano essere diventati ormai oggetti di antiquariato, ingombranti soprammobili inutilizzati destinati a raccogliere polvere, e invece complice l’emergenza Coronavirus e gli obblighi di restare a casa le stampanti sono diventate improvvisamente e di nuovo strumenti utili nella vita di tutti i giorni.

Lockdown e Coronavirus fanno riscoprire le stampanti casalinghe

Lockdown e Coronavirus fanno riscoprire le stampanti casalinghe

Lunga vita alle stampanti

La tendenza è ben evidente sui canali della distribuzione online: il colosso Amazon, ad esempio, ha visto giorni di oscillazione di prezzi e disponibilità dei prodotti di stampa, mentre realtà più piccole e specializzate, a cominciare da La Mia Stampante, hanno fatto fronte alle aumentate richieste di rifornimenti per toner e cartucce Brother e altre marche del mercato.

Gli italiani riscoprono le periferiche

Anche il giornalista Maurizio Crosetti, nota firma de La Repubblica, ha notato questa rivincita della stampante che “sembrava sulla via del tramonto”, periferica la cui popolarità sembrava essere destinata a un lento declino e che invece si è ritrovata a far parte del “kit di sopravvivenza di ogni cittadino al tempo dell’epidemia”, insieme a gel, mascherine, bancomat, lievito e farina.

Autocertificazione, ma non solo

Nel suo pezzo sulla versione digitale del giornale, Crosetti scrive che “l’Italia è diventata un paese con obbligo di stampante, o quasi”, facendo specifico riferimento all’obbligo di portare con sé una copia cartacea di autocertificazione per motivare gli spostamenti fuori casa e alle varie modifiche succedute dal decreto del 10 marzo in poi, che hanno reso necessario aggiornare il modello e fare nuove stampe.

Le stampanti domestiche tornano utili

Ma questa è solo una delle ragioni della riscoperta della stampante come strumento quotidiano, e di sicuro non la principale, che invece si lega strettamente alla modifica delle abitudini di lavoro che facevano parte della nostra routine. È infatti a casa che questi dispositivi tecnologici avevano un utilizzo inferiore rispetto al passato, mentre negli ambienti di lavoro i processi di stampa proseguono in maniera costante (al massimo, con qualche accortezza per risparmiare carta in nome dell’ambiente e delle finanze).

Smart working e e-learning fanno riscoprire la stampante

Con il diffondersi della modalità di telelavoro e con il passaggio al remote home working, le persone si sono ritrovate quindi nell’urgenza di dover utilizzare i “vecchi” apparecchi per poter stampare e, spesso, hanno dovuto far fronte anche a piccoli interventi per ripristinare un funzionamento ideale, come la pulizia delle testine o l’acquisto di nuovi toner e cartucce.

E non bisogna trascurare neppure l’impatto della didattica scolastica da remoto su questa periferica, per consentire una lettura più pratica del materiale didattico agli studenti di ogni età, o semplicemente per stampare dei disegni che i bimbi più piccoli possono colorare per distrarsi durante la quarantena.

Picchi di vendite su Amazon

Quindi non ci stupisce leggere che, secondo alcune ricerche, nel mese di marzo i dati di Amazon segnalano picchi di vendite di prodotti come toner per la stampante, cartucce e risme di fogli bianchi, componenti fondamentali per ricreare lo spazio di lavoro dell’ufficio anche nella propria abitazione.

Così come si comprende perché, sempre su questo noto marketplace universale, l’inattesa e repentina situazione di aumento della domanda abbia provocato quasi un esaurimento delle scorte, soprattutto verso la fine di marzo, con rifornimenti arrivati solo dopo Pasqua.

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