La grande rivoluzione dell’e-commerce

Una volta tutte le aziende dovevano per forza avere degli stoccaggi dove tenere buste e materiali da spedizione. Il materiale veniva in genere acquistato dai rivenditori in quantità elevate in modo da avere dei prezzi da ingrosso. Oggi la rete ha stravolto il modo con cui le aziende gestiscono oggi il magazzino. Oggi ci sono dei siti, tipo https://www.paesedellebuste.it/ dove è possibile ordinare via via piccoli quantitativi di materiale e quindi non avere un conteggio economico che grava sull’azienda.

L’esplosione dell’e-commerce ha generato grande domanda di imballaggio

Gli anni 2000 verranno sicuramente ricordati come gli anni della diffusione del web. Via via, di seguito è arrivato da grande protagonista l’e-commerce. La vendita tramite il web ha permesso alle aziende la possibilità di riuscire un canale diretto con il proprio target. L’e-commerce non è solo una modalità di vendita ma anche di comunicazione. In un lasso di tempo molto accorciato puoi avere dei pareri sul prodotto spedito e rimodulare la tua offerta di prodotti e servizi.

La grande rivoluzione dell'e-commerce

Una cosa basilare che le aziende hanno capito è che è indispensabile crearsi e coltivarsi una propria community. Un cliente affezionato potrà ricomprare periodicamente i tuoi prodotti o essere il primo a testare dei prodotti nuovi. Non avere una propria community vuol dire continuare a fare pubblicità digitale di continuo per trovare sempre nuovi clienti. Per questo, alla vendita diretta tramite ads digitali è preferibile fare delle ads che creano leads verso la community.

Chiaramente non escludendo anche una vendita diretta. Però avendo entrambe le possibilità, chi guarda la pubblicità potrebbe decidere in quel momento di non comprare ma di restare aggiornato sulle prossime novità della community di quell’azienda. Pensate che ancora oggi i dati sono strabilianti: ancora molte aziende non solo non hanno un sito internet efficace ma non effettua nessuna operazione di e-commerce. Siamo indietro nei grafici della Comunità Europea.

Questo è sicuramente un dato negativo, che va di pari passo alla diffusione della banda larga e dell’educazione digitale delle persone, ma al tempo stesso la dice lunga sulle potenzialità che ci sono. Oggi con la pandemia, molte aziende si sono avvicinate all’e-commerce. Le aziende che hanno venduto attraverso il web sono quelle che avranno maggiori probabilità di salvarsi.

Come promuovere il proprio e-commerce

Molti in questi anni si sono fatti fare il proprio sito da una web agency, una sezione per la vendita, senza poi ottenere risultati. Molti imprenditori, a digiuno di comunicazione digitale, pensano che per il solo fatto di essere sul web, questo gli porti visite e quindi ordini. Tutto questo non è automatico ma è frutto di ulteriori investimenti in SEO e ADS. SEO non è altro che tutto quel lavoro che si va a fare per posizionare, per precise parole chiave, il proprio prodotto o servizio.

Le ADS invece sono tutte quelle inserzioni pubblicitario (maggiormente su Facebook o su Google) che fanno sì di avere delle visite mirate di persone in target con i prodotti che vendiamo. Chiaramente tutte queste azioni che andiamo a fare, chiamate “campagne”, vanno testate e via via modificate finché non troviamo quelle che danno dei risultati più performanti.

L’e-commerce deve adottare modelli di sostenibilità

Oggi l’utente che compra online non desidera solo avere quel prodotto ma soprattutto fare un’esperienza e conoscere i valori dell’azienda dove compra. Quindi se vendete prodotti o servizi state ben attenti che la vostra filiera sia etica e rispetti dei principi ecologici anche ad esempio negli imballaggi. Questi principi vi saranno utili non solo a risparmiare e a tenere in salute l’ambiente, ma anche a promuovere meglio il vostro brand.

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